Gruppo Consiliare

Composizione gruppo CONSILIARE

 

  • Elisabetta Martignoni (Presidente del Consiglio Comunale)
    "Partito Democratico"
    Municipio di Zola Predosa, piano Primo - Tel.051.6161792 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Norma Bai
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  • Ilaria Beghelli
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  • Laura Bussolari
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  • Lidia Rosa Pischedda
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  • Mario Follari
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  • Luca Lorenzini
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  • Ernesto Russo (Capogruppo)
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  • Patrizia Torchi
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  • Tiziano Zanetti
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La Sicurezza a Zola Predosa

I dati recentemente diffusi dalla Prefettura ci dicono che il numero di reati commessi nel nostro Comune negli ultimi anni è diminuito.

Il dato di Zola (un reato ogni 22 abitanti) è sensibilmente più basso della media della Città Metropolitana (1 ogni 14) e di gran lunga inferiore al numero di reati della Città di Bologna (1 ogni 10), dove pure si stanno recentemente ponendo in atto delle efficaci misure.

Mi accingo a scrivere queste brevi note con la consapevolezza di essere un "privilegiato.

Un privilegiato, sì.

Perché quale capogruppo di maggioranza, ho oggi l’onore di poter dare conto di una importantissima delibera che abbiamo votato in Consiglio Comunale il 14 Novembre scorso e che so bene essere stata resa possibile anche grazie alla Buona Amministrazione di chi, prima di me, ha seduto sui banchi della maggioranza di governo di Zola.

Dopo tanti anni di “patto di stabilità” e stringenti vincoli legati al “pareggio di bilancio”, la Ragioneria Generale dello Stato ha dato il via libera all’utilizzo degli avanzi di amministrazione recependo due recenti sentenze della Corte Costituzionale. Al di là dei tecnicismi, ciò che importa è che siamo riusciti a stanziare 7 milioni di Euro per investimenti immediati nel nostro territorio.

Zola si fa (più) bella

La stagione calda è spesso l’occasione giusta per manutenzioni e lavori diffusi sul territorio.

Anche quest'anno, al ritorno dalle ferie, abbiamo ritrovato tanti “piccoli” lavori.

Piccoli lavori fra virgolette perché si tratta di opere a volte apparentemente non molto significative, magari per il loro importo economico o per la durata dei lavori, ma che hanno un impatto forte, crediamo, sulla qualità della vita delle persone e sulla possibilità di vivere in sicurezza e in tranquillità la propria città.

Ci riferiamo, ad esempio, ad importanti opere di collegamento ciclo-pedonale, come il tratto in corso di costruzione a Riale, dove si sta realizzando la prosecuzione della pista ciclabile che attualmente termina al Centro Sportivo Filippetti.

Ordine del Giorno


PREMESSO CHE

 

  • Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dichiarato che “Dobbiamo fare una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti, ossia rifacendo quello che fu definito un censimento, facciamo un’anagrafe”, aggiungendo che “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa” e richiamandosi a precedenti iniziative del Ministro Maroni.
  • L’Italia è uno dei Paesi dell’Unione Europea in cui abitano meno persone facenti parte dei gruppi etnici “rom”, “sinti” o caminanti, tre sottogruppi uniti dal fatto di parlare una delle varie versioni della lingua romanì. Secondo i dati presentati al Senato della Repubblica dall’Associazione 21 luglio si stimano tra le 120mila e le 180mila persone, circa lo 0,2 % della popolazione italiana.
  • La maggior parte dei rom che vivono in Italia sono di nazionalità italiana, un altro gruppo importante è costituito dai rom romeni – cittadini dell’Unione Europea, che quindi godono parimenti a tutti i cittadini comunitari, italiani compresi, del diritto alla libera circolazione – e infine c’è un piccolo gruppo di rom che provengono dall’ex Jugoslavia (di questi circa tremila sono apolidi, cioè non hanno cittadinanza e passaporto). E, infine, molti di loro hanno un permesso di soggiorno regolare, mentre i rom stranieri con il permesso di soggiorno scaduto sono in numero non significativo.
  • Circa 26mila rom e sinti in Italia vivono in situazione di emergenza abitativa, dentro baraccopoli formali (cioè riconosciute dalle istituzioni) e informali o nei centri di raccolta monoetnici. Si tratta di un numero pari allo 0,04 % della popolazione italiana e proprio l’anno scorso l’ISTAT ha pubblicato un lungo rapporto realizzato insieme all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e all’ANCI, in cui sono raccolte decine di tabelle di dati sulla popolazione rom, sinti e camminanti in Italia (www.istat.it/it/files//2017/02/Fonti_di_dati_sulla_popolazione_RSC.pdf).
  • L’Italia è l’unico Paese in Europa dove esistono i campi, creati dalle autorità per risolvere l’emergenza abitativa dei cittadini rom a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Gli abitanti sono in genere poveri e devono affrontare difficili condizioni sanitarie. Per costoro è molto arduo trovare lavoro e, va detto, non sono pochi i casi in cui per sopravvivere finiscono per delinquere o dedicarsi all’accattonaggio.

 

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